Pubblicato da: microcellulaimpazzita | novembre 10, 2008

Il gladiatore e il suo piano criminale

Tano D'Amico“Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.”  (Cossiga – 23.10.08 da Comedonchisciotte)

Quando tornammo da Genova, nel Luglio del 2001, dopo l’ assassinio di Carlo Giuliani, nelle 12 ore che seguirono per tornare in Sicilia, era diffusa in treno la sensazione di tutti d’essere stati le pedine di un piano massonico. Solo qualche giorno prima invece,mentre riempivamo i nostri zaini di sacchi a pelo e cibo in scatola, eravamo ancora dei ventenni contro 8 bastardi servi-padroni del capitalismo con il mito del varcare la zona rossa. L’ eredità che ci portavamo a casa erano le tracce di fango dopo il diluvio nella notte del Carlini e un morto sulle spalle. Ed ancora oggi le condanne cancellate dalla prescrizione, le assoluzioni,
le “promozioni preventive” degli imputati e soprattutto un movimento andato completamente perduto.

Oggi, con la testa dei miei quasi trent’ anni e con un bilancio del tutto catastrofico (o magari catastrofista, perdonatemi), mi chiedo a cosa è servito farsi massacrare a Genova e a cosa serviranno gli scontri di Piazza Navona, gli studenti sulle strade e tutto il resto. Perchè, come dice Cossiga, forti del consenso popolare potranno ancora una volta distruggerci e nel consenso popolare ci stanno soprattutto gli operai, i precari, i disoccupati, i cassaintegrati, i licenziati: tutta la nostra classe di riferimento. E allora io spero con tutto il cuore e i miei nervi che verrà il giorno in cui questa intera massa si unirà agli studenti e la lotta di ognuno diventerà la lotta di tutti e si incendieranno le macchine di quelli come Cossiga e si devasteranno i negozi e si metteranno le città a ferro e a fuoco e il loro consenso popolare diventerà la forza che gli farà tremare il terreno sotto ai piedi


Risposte

  1. la parte finale di questo post mi ha fatto venire in mente un bellissimo racconto di jack london “Il sogno di Debs”: uno sciopero generale del proletariato americano dei primi del ’900 che mette in ginocchio l’america borghese e privilegiata fino alla resa finale..

  2. kossiga ha anche scritto una lettera al capo della polizia Manganelli,al fine di poter creare un’atmosfera di tensione per creare il morto
    Evidentemente il vecchio è convinto di essere Videla e di trovarsi in argentina!
    In ogni caso ha una certa età,arriverà anche per lui l’ora dell’addio!^_^


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